Roma, restituiti alla Comunità Ebraica due antichi libri trafugati dai nazisti: erano finiti sul mercato Usa
Redazione 14 luglio 2026 07:46
I nazisti li avevano portati via. Due tesori preziosi, antichi volumi del XVI e XVII secolo, trafugati durante e dopo l'occupazione di Roma. Dopo decenni, però, questi libri sono stati rintracciati sul mercato antiquario statunitense e, poco dopo, sono stati restituiti alla Comunità Ebraica della Capitale e al Collegio Rabbinico Italiano nel corso di una cerimonia al Museo Ebraico di Roma.
Il recupero, spiega l’Ansa, è stato reso possibile grazie all'attività dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, coordinati dalla Procura di Roma, in collaborazione con le autorità statunitensi e il ministero della Cultura. I due testi sono il Peirush Megilath Esther, commentario al Libro di Ester del rabbino Elisha Gallico, stampato a Venezia nel 1583 e appartenente alla biblioteca Talmud Torah della Comunità Ebraica di Roma, e il Nachalath Ya'akov di Yaakov Hailpron, edito a Padova nel 1622, proveniente dal patrimonio del Collegio Rabbinico Italiano e custodito presso la Biblioteca Nazionale dell'Ebraismo Italiano "Tullia Zevi".
"Con la restituzione di oggi celebriamo il ritorno a casa di due preziosi volumi antichi, un frammento della storia della Comunità Ebraica di Roma, testimoni vivi di una tradizione di studio che ha accompagnato generazioni di ebrei romani attraverso persecuzioni e rinascite", ha affermato il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, all’Ansa, ringraziando anche i carabinieri Tpc, la Procura di Roma, le autorità statunitensi e il ministro della Cultura Alessandro Giuli. "Mi è stato detto che il ministro si è personalmente attivato negli Stati Uniti, ponendo le basi affinché chi poteva fare, facesse. Di questo lo ringraziamo".
Contrasto antisemitismo
Sul contrasto all'antisemitismo è intervenuto il questore di Roma, Roberto Massucci. "Questa è una giornata storica che racconta molto dei valori sottostanti a questa vicenda. Bisogna insegnare alle nuove generazioni a ricordare e che i valori del saper stare insieme, del condividere e dell'attenzione alle persone fanno sempre la differenza", ha affermato. "La nostra vicinanza alla comunità e la nostra capacità di ascolto quotidiana, minuto per minuto, sono la vera ricetta contro episodi che colpiscono sentimenti che dobbiamo assolutamente tutelare. Questa vicinanza e questa grande amicizia istituzionale sono un antidoto importante".
Il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, ha definito la restituzione dei due testi "il tempo del recupero", richiamando un passo del libro del Qohelet secondo cui "c'è un tempo per ogni cosa". "Questi libri tornano finalmente a casa, nelle biblioteche che testimoniano una storia di studio, passione, sofferenza e persecuzione. Ci auguriamo che questo sia solo l'inizio di ulteriori restituzioni", ha affermato. Di Segni ha inoltre sottolineato che i volumi recuperati "non sono soltanto libri ebraici, ma fanno parte della cultura italiana": scritti da rabbini italiani e stampati in Italia, "appartengono alla storia culturale del Paese, che non può essere raccontata senza il contributo della presenza ebraica".
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