Morto Peppino Di Capri a 87 anni: l’ultima volta che cantò Champagne, seduto in platea
L’ultima immagine che resterà scolpita nella memoria dei suoi fan è quella di un uomo seduto in platea, non più sul palco che aveva calcato per sessant’anni, a intonare ancora una volta le note di Champagne. Peppino Di Capri è morto oggi alla soglia degli 87 anni dopo una lunga malattia, nella sua amata isola di Capri.La stessa da cui era partita, oltre sei decenni fa, la carriera del più elegante crooner della musica leggera italiana.
L’ultima volta che Peppino Di Capri cantò Champagne
Era già provato dalla malattia, lo scorso agosto, quando Peppino Di Capri ha regalato al suo pubblico l’ultimo, commovente saluto. Durante il Festival Il Cinema in Certosa, sull’isola di Capri, l’artista, già malato, non è salito sul palco: è rimasto seduto su una sedia in platea, mentre la band Capri Rockers, guidata dal figlio Edoardo Faiella, suonava per lui. Da lì, senza alzarsi, ha cantato ancora Champagne. È stata la sua ultima apparizione pubblica.
Peppino Di Capri riceve la medaglia Città di Napoli nel 2018. ANSA/CIRO FUSCO
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La storia di Champagne, il brano che lo ha reso immortale
Champagne nasce nel 1973 dalla musica di Mimmo Di Francia e dai versi di Depsa (pseudonimo di Salvatore De Pasquale) e Sergio Iodice. Il titolo, per stessa ammissione degli autori, nacque quasi per caso: serviva un brano dal sapore di Capodanno per la presentazione a Canzonissima, tra dicembre e i primi giorni di gennaio.
Gli autori avevano pensato il brano per Charles Aznavour, ed erano già partiti per Parigi per proporglielo al suo entourage. Fu Peppino Di Capri stesso, riascoltando il provino, a decidere di tenerlo per sé, curandone l’arrangiamento con la sua band, i Rockers, e alcuni musicisti dell’Opera di Roma.
Presentata a Canzonissima nel dicembre 1973, Champagne si classificò solo al quinto posto. Ma da lì iniziò una seconda vita, destinata a durare oltre mezzo secolo: diventò uno dei brani italiani più amati in America Latina, tradotta in spagnolo e reinterpretata da numerosi artisti, ed entrò nelle colonne sonore di film come Profumo di Donna di Dino Risi. Nel 2013 è stata reincisa da Andrea Bocelli, arrivando al secondo posto della classifica Billboard latina, e nel 2023 lo stesso Di Capri l’ha voluta per il momento più emozionante del suo Premio alla Carriera al Festival di Sanremo.
Il testo racconta un amore proibito, nato durante una festa e destinato a chiudersi in un brindisi solitario. Un dettaglio che il cantante amava sottolineare con ironia, notando quante coppie la scelgano come canzone per il proprio matrimonio: «Conosco persone che si sono sposate con Champagne».
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Chi era Giuseppe Faiella prima di diventare Peppino Di Capri
Nato Giuseppe Faiella a Capri il 27 luglio 1939, è stato cantante, pianista, compositore e imprenditore discografico. Bambino prodigio, a soli quattro anni si esibiva al pianoforte per i soldati americani presenti sull’isola durante la Seconda guerra mondiale: il primo contatto con la musica d’oltreoceano che ne avrebbe segnato il destino artistico.
Il debutto discografico arrivò nel 1958 con la Carisch, grazie ai brani in dialetto napoletano Nun è peccato e Malatia. Negli anni del boom economico portò in Italia il fenomeno del twist con Let’s Twist Again e Saint Tropez Twist, contribuendo a liberare la canzone napoletana dai cliché folkloristici e a trasformarla in un linguaggio pop capace di parlare al mondo.
Peppino Di Capri con Marcella Bella, Loretta Goggi e Pippo Baudo a “Canzonissima 1972” ARCHIVIO ANSA 57054
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I due trionfi a Sanremo
Il 1973, l’anno di Champagne, fu anche quello della consacrazione sanremese: Peppino Di Capri vinse il Festival di Sanremo con Un grande amore e niente più, in coppia con Tonina Torrielli. Nel 1976 arrivò il secondo trionfo con Non lo faccio più: due vittorie a Sanremo, una doppietta che pochi artisti italiani possono vantare.
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L’eredità di Peppino Di Capri
Con il pianoforte al centro della scena, gli abiti impeccabili e una voce da crooner mai sopra le righe, Peppino Di Capri ha rappresentato per decenni l’immagine di un’Italia elegante, mediterranea e proiettata verso il mondo. In oltre sessant’anni di carriera ha venduto milioni di dischi, esibendosi anche per le comunità italiane in Europa, nelle Americhe e in Australia. Brani come Champagne, Luna caprese e Roberta continuano a vivere ben oltre il loro tempo, patrimonio della memoria collettiva italiana.
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