Vannacci, il flop della mobilitazione sportiva: il generale in pensione lasciato solo a nuoto

La volata in bici, la corsa campestre e le bracciate in mare. Il "Triathlon futurista" di Roberto Vannacci, in Liguria, è un percorso a ostacoli tra sport, politica e una giusta dose di propaganda. A raccontarlo è già lo slogan scelto sui social per la tre giorni: «Più sport, meno maranza». 

La mobilitazione

Per i vannacciani l'obiettivo è chiaro «temprarsi», nel corpo come nello spirito. Ma la mobilitazione resta sotto le attese. Alla chiamata del generale rispondono in pochi. Nessuna folla oceanica, forse per colpa dell’afa che non lascia respirare l’Italia in questi giorni. I sostenitori che hanno risposto presente all’appello si assottigliano con il passare delle ore e dei chilometri macinati tra corse in bicicletta e itinerari campestri, lasciando il generalissimo a sfidare da solo sotto il solleone

La battuta

«Mi sento come Fantozzi nella Coppa Cobram: dov'è Filini?». È la battuta del generale  quando il plotone dei futuristi comincia a perdere pezzi dopo la pedalata in compagnia.  Per l’occasione, Vannacci indossa la maglia azzurra di Europe of Sovereign Nations (Esn), il gruppo parlamentare dell’estrema destra europea che ospita anche l'AfD tedesca, finito sotto osservazione a Bruxelles per il rispetto dei valori dell'Unione europea. 
Di valori, però, il leader di Futuro Nazionale ne rivendica molti.

Quelli dello sport, innanzitutto: «forza, coraggio, rigore, disciplina, sacrificio, resistenza, spirito di squadra». Un piccolo catalogo che nella visione di Vannacci deve diventare un modello di vita, soprattutto per le nuove generazioni. «I giovani che fanno sport la sera non vanno a fare i maranza in giro o a far parte delle baby gang, perché il giorno dopo si devono allenare», spiega il generale.

Lo slogan

L’idea non è nuova nella sostanza, forse solo nella forma. In sostanza è l’eterno ritorno del  motto: "mens sana in corpore sano". Perché, è l’idea di Vannacci, il sacrificio alla fine paga sempre: nello sport come nella politica. E così, dopo la prova in bicicletta, si concede una battuta dal sapore molo programmatico: «Pedalando controvento riuniremo l'Italia».

L'ultima prova

A restituire l'immagine più simbolica della giornata è proprio l'ultima prova scelta dal generale per "temprare" la resistenza fisica dei suoi: il nuoto. I futuristi chiamati a raccolta, già provati dalla bicicletta e dalla corsa campestre, arrivano alla frazione finale. In acqua entrano in dieci, ma a prendere il largo è soltanto il generale. Vannacci nuota a stile libero, in solitaria, mentre gli altri restano indietro. «Siamo seconde linee in tutto», ammette qualcuno dei suoi, nello sport come in politica.

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