Multe da 13mila euro agli antifascisti di Lecco: avevano contestato un raduno neofascista. La Questura ha notificato 31 avvisi
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Gli attivisti avevano organizzato una contromanifestazione non autorizzata in risposta agli estremisti di destra, che il 27 aprile si erano riuniti per ricordare i 16 repubblichini condannati a morte dai partigiani nel 1945

Una delle commemorazioni dei repubblichini uccisi a Lecco

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Lecco – Prima le denunce, adesso le multe, che potrebbero arrivare fino a 13mila euro, per aver manifestato contro una commemorazione neofascista. Dalla questura di Lecco stanno notificando decine di contestazioni amministrative a tesserati dell’Anpi, antifascisti, antagonisti e esponenti politici e della società civile. Sono almeno 31 coloro che sono stati raggiunti dall’avviso di procedimento in base al Decreto Sicurezza dello scorso febbraio per aver organizzato senza chiedere il permesso il 27 aprile scorso una contromanifestazione in risposta a neofascisti e estremisti di destra che ricordavano i 16 repubblichini condannati a morte dai partigiani a Lecco il 28 aprile 1945 per aver ucciso alcuni di loro a tradimento.
“A Lecco l’antifascismo rischia di avere un prezzo salatissimo – denunciano dall’Anpi e dalla Rete Antifascista -. Non in termini politici o simbolici, ma economici”. Non si sono verificati né scontri, né disagi, né altro, ma dura lex, sed lex, la legge è dura, ma è la legge: i 31, identificati celermente dagli investigatori della Digos, dovranno pagare. Quanto lo stabilirà sua eccellenza il prefetto. Il senatore lecchese di Avs Tino Magni annuncia un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi “perché chiarisca se è normale che nella Repubblica Italiana si possano ricevere migliaia di euro di multa per aver espresso delle opinioni a difesa della democrazia”.
“Auspichiamo che i procedimenti aperti nei confronti dei cittadini democratici e antifascisti che si sarebbero “macchiati di una grave colpa” per aver cercato di contestare pacificamente una manifestazione neofascista, seguano un percorso di archiviazione”, sostiene Gian Carlo Bandinelli della Casa delle Sinistra di Calolziocorte.
Nei mesi scorsi sempre a Lecco, che è città Medaglia d’argento al valor militare per la lotta di Liberazione, erano già indagati 17 manifestanti per aver invaso il cortile del municipio sempre contro la commemorazione dei camerati uccisi a Lecco. Le accuse per loro sono di manifestazione non autorizzata, radunata sediziosa, interruzione di pubblico servizio, travisamento, oltraggio a pubblico ufficiale e resistenza. Gli indagati sono anarchici e antagonisti, sostenitori dell’Anpi, attivisti di Potere al Popolo e antifascisti in generale. “Non abbiamo intenzione di arretrare – avvertono dalla Rete Antifiascista -. La nostra presenza nelle piazze, nelle strade e negli spazi pubblici sarà ancora più forte”.
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