Virus killer, la sorveglianza resta alta. “West Nile, contagi pure senza sintomi. Ma bastano piccole precauzioni”

Il professor Massimo Clementi

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Jesi, 18 luglio 2026 – Mentre l’Emilia-Romagna fa i conti con i primi segnali d’allarme stagionali – un anziano infettato nel Modenese e zanzare positive al virus West Nile in sei province – nelle Marche la sorveglianza resta altissima, sebbene non si registrino contagi.
Le temperature sopra la media accendono però i riflettori sulle arbovirosi, le infezioni trasmesse da vettori.
Per capire la portata del rischio, abbiamo fatto il punto con il professor Massimo Clementi. Jesino d’origine, già ordinario di Microbiologia e Virologia al San Raffaele di Milano, oggi Clementi è consulente per Santagostino Lab e per la medicina di laboratorio in Lombardia.
Professore, i dati sul West Nile preoccupano. Qual è il reale quadro clinico e chi rischia di più?
“Il virus viene trasmesso dalla zanzara Culex, molto comune da noi. In Italia è così diffusa che probabilmente molti l’hanno contratta senza accorgersene: nella maggioranza dei casi parliamo di infezioni asintomatiche. Le encefaliti da West Nile sono appena l’1% di tutte le infezioni; purtroppo sono forme molto gravi con alta mortalità, in particolare in persone con comorbidità. Negli altri casi i sintomi sono lievi, simili a una normale influenza, o del tutto assenti”.
Un altro virus sotto stretta sorveglianza è la Dengue, che lo scorso anno ha toccato anche la nostra regione. Come si comporta?
“La Dengue è una malattia tropicale causata da quattro virus trasmessi dalla zanzara tigre. Non si trasmette da persona a persona. Ci sono stati alcuni casi lo scorso anno nelle Marche e in Emilia-Romagna, ma in genere i sintomi non sono gravi: parliamo di febbre per pochi giorni. Il vero problema insorge quando si viene infettati una seconda volta da un ceppo diverso, situazione che può scatenare un’infezione emorragica”.
L’esplosione di zanzare dovuta al forte caldo non aiuta
Come prevenire allora?
“La strategia principale rimane la lotta ai vettori, ma non possiamo riempire le campagne di pesticidi distruggendo la biodiversità e le api. Servono accorgimenti pratici: evitare i ristagni d’acqua nei giardini e nelle fontane. Certo, l’esplosione di zanzare dovuta al forte caldo non aiuta. Esiste comunque un vaccino, molto raccomandato per chi ha già contratto il virus e deve viaggiare in aree a rischio come l’India”.
Allargando lo sguardo ai virus tropicali, l’Ebola può fare paura all’Europa?
“L’Ebola è ormai quasi endemica in Africa e prevede la trasmissione interumana. È un virus molto cattivo con una mortalità del 50%, ma proprio per questo non fa molta strada: uccidendo rapidamente l’ospite, si priva del terreno in cui proliferare. Proprio come dicevamo ai tempi del Covid. Non è una minaccia che riguarda l’Europa, se si escludono rari casi di rientro legati alla cooperazione internazionale. Oggi non abbiamo vaccini commerciali su larga scala, ma puntiamo sull’isolamento immediato. Fortunatamente, oggi disponiamo di protocolli stringenti per il contenimento delle epidemie che ai tempi del Covid ancora non avevamo”.
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