Orfeo lancia la sfida ai bagnini: “Stop a stabilimenti tutti uguali. Più spiagge libere e beach club”
Rimini, 18 luglio 2026 - Ha investito milioni per riqualificare l’hotel Savoia e farlo diventare un cinque stelle. Ed è pronto a investire anche sulla spiaggia. “Ma noi albergatori non siamo i nemici dei bagnini”. Lo dice subito “a scanso di equivoci” Orfeo Bianchi, titolare del gruppo Piazza Hotel con cui gestisce il Savoia di Rimini e molti altri alberghi in tutta Italia.
Secondo i bagnini, il bando-tipo presentato dal governo favorirà chi possiede hotel e resort fronte spiaggia, dato che avrà punteggi extra nelle gare per assegnare gli stabilimenti.
“Ma tutto poi dipenderà da come i Comuni gestiranno le gare. Fossi un bagnino, non mi fascerei la testa prima. Si sta facendo tanta confusione, senza guardare alla questione principale”.
Quale?
“Bisogna chiedersi prima di tutto che tipo di spiaggia vogliamo per Rimini. Abbiamo tanti stabilimenti balneari in fotocopia. Fatte poche eccezioni, negli ultimi 15 anni nessuno ha investito veramente a causa del caos sulla riforma delle concessioni. Il risultato è che la nostra spiaggia è rimasta uguale. Non sono stati fatti investimenti, non c’è stata una vera riqualificazione”.
Il Comune dovrebbe avere il coraggio di prevedere almeno il 30% di spiagge libere
C’è chi spera che ci sia rivoluzione in spiaggia, grazie ai futuri bandi?
“Non credo serva una rivoluzione, perché il sistema balneare riminese tutto sommato ancora funziona. Ma serve, questo sì, una profonda innovazione. E soprattutto, una diversificazione di servizi e proposte”.
Cosa manca a Rimini?
“Le spiagge libere, prima di tutto. Nel nuovo piano dell’arenile è previsto un aumento, ma non basta. Il Comune dovrebbe avere il coraggio di prevedere almeno il 30% di spiagge libere”.
I bagnini sarebbero pronti alla rivolta...
“Se non si capisce che dobbiamo diversificare, il turismo sarà sempre più in sofferenza. Bisogna creare spiagge per tutti: da chi vuole lo stabilimento di lusso con ogni comfort a chi, invece, cerca la spiaggia naturale”.
Sui ’bagni a cinque stelle’ siamo ancora piuttosto indietro.
“Già, non esiste un solo beach club a Rimiini. Ma basta girare il mondo, per capire quanto servirebbe qui anche l’offerta balneare di alto livello, con servizi adeguati al turismo internazionale. Non dico che ogni stabilimento debba diventare un beach club, ma Rimini non può non averne”.
Potrebbero arrivare con le macro-aggregazioni a cui stanno lavorando tanti bagnini?
“Accorpare 8 o anche più bagni per farne uno unico mi pare una stortura. All’estero molti beach club, anche famosi, sono di piccole dimensioni. Con le macro-aggregazioni si rischia di snaturare la spiaggia riminese e di favorire la partecipazione ai bandi di fondi e grandi gruppi”.
Che è quello che i bagnini non vogliono.
“E hanno ragione. Perché gli stabilimenti gestiti dai grandi gruppi hanno prezzi più alti e servizi peggiori. Rimini ha fatto scuola con la sua spiaggia: adesso non bisogna smarrire la via...”.