Scatta la settimana corta. In aula da lunedì a venerdì. Ma i genitori si ’spaccano’
Sabato libero da settembre per gli studenti delle medie di Cesena. Maggioranza delle famiglie favorevoli, ma tanti dubbi sulle attività sportive

Alcuni studenti della scuola media ’Viale della Ressitenza’

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Cesena, 18 luglio 2026 – Meno giorni sui banchi, per più tempo.
Dall’inizio dell’anno scolastico 2025-2026 tutti gli alunni delle scuole medie cesenati (divisi in dieci plessi sotto l’organizzazione di tre presidenze) frequenteranno le lezioni soltanto dal lunedì al venerdì, restando a casa il sabato.
Il riassetto dell’orario porterà però all’estensione delle giornate scolastiche di un’ora, dalle 8 alle 14.
Alla decisione si è arrivati al termine di un iter iniziato alla fine del 2023 e nel quale sono state coinvolte anche le famiglie.
La maggioranza delle famiglie ha detto sì
Lo dimostrano per esempio i riscontri resi noti in questi giorni dalla dirigenza della scuola di viale della Resistenza, dove il 65% dei nuclei comprendenti alunni già iscritti in prima media si è detto favorevole alla rimodulazione.
Con punte dell’85% se si tengono in considerazione soltanto i riscontri arrivati dai genitori di bambine e bambini in procinto di iscriversi alle prime classi.
Ma ci sono scuole dove hanno prevalso le perplessità
E’ però doveroso segnalare che in altri istituti le percentuali raccolte sono state diverse con anzi alcuni casi nei quali hanno prevalso le perplessità. Aspetto che non ha in ogni caso inficiato con la tabella di marcia che prevede l’avvio uniforme del nuovo calendario a partire da settembre.
Fanno (parziale) eccezione solo gli istituti San Domenico e Anna Frank, che manterranno due rientri pomeridiani nelle classi a tempo prolungato.
Del tema si è parlato anche alla Biblioteca Malatestiana nel corso di un incontro organizzato proprio dal dirigente della scuola media di viale della Resistenza Donato Tinelli al quale ha partecipato anche l’assessora alla scuola Elena Baredi: “Abbiamo lasciato piena discrezionalità – ha commentato Baredi – garantendo comunque il nostro supporto, ritarando per esempio gli orari del trasporto scolastico e mettendo a disposizione nutrizioniste in grado di dare consigli su come garantire al meglio le esigenze alimentari degli studenti”.
Lo confermano le direttrici sulle quali lavorare individuate dalla scuola di viale della Resistenza: l’orario delle lezioni, la gestione delle pause, l’educazione alimentare, la politica dei compiti a casa, l’organizzazione della didattica (prevedendo più blocchi della stessa materia, per evitare la frammentazione e l’eccessivo carico giornaliero), i progetti extracurriculari, il coinvolgimento delle altre realtà che le quali interagiscono gli studenti e l’attenzione ai temi dell’innovazione e del benessere.
In effetti tra questi aspetti si concentrano le principali criticità rilevate da chi si era detto contrario alla riduzione: posticipare le lezioni fino alle 14 creerà per esempio seri problemi nel coniugare le attività sportive, in particolare nell’ottica degli impegni che iniziano intorno alle 15. La scuola promette dialogo coi club, i quali a loro volta devono però fare i conti coi calendari delle palestre che lasciano davvero pochissimo margine. I
l punto è: cosa finirà sulla bilancia dei sacrifici in cambio del sabato mattina libero?
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