Tirelli, il collezionista di dischi in vinile, vuole stupire la Torres  - L’Unione Sarda.it

Serie C.

15 luglio 2026 alle 00:46

Cagliaritano, dopo la stagione con il Budoni approda tra i pro 

Il T-Rex ascolta musica con lo stereo. «Ho 250 dischi in vinile. Di tutti i generi: dal jazz di Miles Davis e Paolo Fresu al rap di Fabri Fibra e Neffa, dai Pink Floyd a De André passando per Marvin Gaye». Inusuale nel mondo del pallone. Del resto se uno si chiama come l’imperatore romano della dinastia Flavia, è comprensibile che esca dai noiosi binari dell’ortodossia calcistica. Vent’anni a novembre, il cagliaritano Domiziano Tirelli è il nuovo secondo portiere della Torres. L’ex Budoni («È lì che mi hanno dato il soprannome T-Rex per assonanza col cognome») ha firmato un contratto triennale. Un metro e 89 centimetri di altezza, roba da cestisti. «E infatti da piccolino facevo basket come mio padre, che è stato pivot nell’Azzurra Oristano e nel San Salvatore Selargius. Poi il mio migliore amico, che era calciatore, mi convinse a provare il suo sport e sono diventato portiere. Mi è rimasta la passione per il basket. Seguo la Nba, adoro i Los Angeles Laker ma mi attirano anche i New York Knicks».

L’esordio tra i senior

Carriera precoce quella di Tirelli. «Ho giocato nel settore giovanile del Cagliari fino all’Under 14, poi sono passato al Sant’Elena in Eccellenza dove il tecnico Cristian Dessì ha avuto fiducia in me e mi ha fatto debuttare contro il Budoni». Chi l’avrebbe detto che quattro anni dopo sarebbe stato proprio il Budoni a rilanciarlo? «Curioso davvero. Mi ricordo i primi minuti con tanta emozione in quel debutto, poi i miei compagni mi hanno aiutato a viverla bene». Con i quartesi resta anche nella stagione successiva. Un campionato duro, con salvezza attraverso i playout e il portiere cagliaritano è protagonista nella doppia sfida al Lanusei. L’anno successivo Tirelli approda in Serie D, all’Atletico Uri, dove gioca titolare in ben 31 partite su 34. «Anche lì abbiamo ottenuto la salvezza, all’ultima giornata, non ero ancora tra i fuoriquota che partivano da quelli nati nel 2005». Ancora un salto, l’estate seguente: lo ingaggia il Catania in Serie C e poi lo gira in prestito al Siena, ma dopo due gare da titolo un infortunio al gomito lo ferma per qualche mese e anche il prestito al Livorno non lo aiuta a riprendere. La chiamata del Budoni riannoda i fili della carriera: è l’Under 21 più utilizzato nel Girone G della Serie D. «Ho fatto tutte le gare tranne l’ultima».

La chiamata da Sassari

«Sono contentissimo. Il livello è elevatissimo e posso imparare molto da un portiere esperto come Andrea Zaccagno. E poi ci sono anche Tore Pinna e Garau». Anche in questo caso un piccolo segno il destino lo aveva dato: «Sì, col Budoni ho affrontato la Torres in amichevole l’estate scorsa». A Sassari la grande occasione: «Lavoro per non avere punti deboli, per crescere ancora e farmi trovare pronto appena sarò chiamato in causa».

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