Muore due mesi dopo l’esplosione  - L’Unione Sarda.it

Terralba.

18 luglio 2026 alle 00:45

Aleandro Frau aveva fatto saltare in aria la casa ed era rimasto ferito 

L’esplosione era stata devastante. Nel quartiere di Domus Beccias si era rischiata la strage per quell’incendio innescato, secondo i carabinieri, volontariamente dal proprietario. Un gesto che, a distanza di due mesi, gli è costato la vita: due giorni fa, Aleandro Frau è morto al Centro grandi ustionati di Sassari dove era ricoverato dal 17 maggio scorso, in stato di arresto (al 39enne era contestato il reato di strage).

La storia

Era una domenica mattina quando un boato aveva svegliato metà paese. Intorno alle 8 si era avvertita una potente esplosione: fumo e fiamme, vetri spaccati e finestre divelte al primo piano di una villetta in via Boccaccio. Avevano tremato anche gli infissi delle abitazioni vicine, erano stati momenti concitati e di grande paura. Subito era scattato l’allarme, sul posto le squadre dei vigili del fuoco che avevano domato le fiamme e messo in sicurezza l’area. Nel frattempo il proprietario della casa era riuscito a mettersi in salvo, in un primo momento le sue condizioni non erano sembrate gravi poi aveva iniziato a barcollare ed era crollato a terra. Gli operatori del 118 lo avevano subito soccorso, poco dopo Frau era stato trasferito d’urgenza al Centro grandi ustionati dell’ospedale di Sassari. Le sue condizioni erano apparse da subito molto gravi e due sere fa, a due mesi esatti da quella tragica domenica, è morto per alcune complicazioni.

Le indagini

I carabinieri della stazione di Terralba e della Compagnia di Oristano avevano subito avviato gli accertamenti per ricostruire l’accaduto. Anche alla luce della relazione dei vigili del fuoco, è emerso che non si era trattato di un guasto ma di un grave atto compiuto volutamente da Aleandro Frau che, secondo i carabinieri, aveva aperto due bombole (non collegate all’impianto domestico) saturando l’ambiente di gas. Poi con un accendino aveva innescato l’esplosione mettendo in pericolo sé stesso ma anche i vicini di casa. Da qui l’arresto con la pesante accusa di strage, mentre erano rimasti poco chiari i motivi alla base del grave gesto.

Il dolore

La vicenda aveva suscitato grande sgomento a Terralba. Da subito inoltre c’era stata grande mobilitazione per i due cani del 39enne che son scampati all’incendio e che da maggio si trovano in canile. Su Facebook l’appello di Anna Rita Deiana, presidente dell’Anta onlus. «Il loro proprietario è morto per le complicazioni dovute all’esplosione della casa – si legge nel post acanto alla foto dei due cani – Sofia è giovane e non sterilizzata, Ombra è sterilizzata, sono entrambe dolcissime. Il nostro pensiero è che presto qualcuno chieda la loro adozione e possano ritrovare la serenità in famiglia. Sono educate, Ale ne sarebbe felice».

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